mercoledì 9 luglio 2014

La canzone della LIBERTA'

Ho visto apparecchiare un tavolo con la Bandiera Italiana e appoggiarci persino una torta con una scritta discutibile. Le mie rimostranze non hanno sortito alcun effetto; una lacrima è rimasta incagliata nelle congiuntive già provate da allergeni cattivi.

Mio nonno Archimede scrisse questa poesia molti anni fa, ed io che sono cresciuta nella sua stanzetta a pane olio e un po' di storia del Risorgimento voglio condividerla con voi.

LA CANZONE DELLA LIBERTA' di nonno Archimede detto Colombo

Sorge il sole nel mattino giocondo,
l'amor di patria fratelli, si deve abbracciare
si eleva dal petto il respiro profondo,
libertà, libertà si deve cantare. 

Tu Italia, sacra ai figli e agli intelletti,
madre diletta di virtù di bene,
bel paese dei cuori diletti,
porti la libertà che ne conviene. 

Ciao Patria bella dai monti ameni
adorata nazione per i nostri beni,
ogni cuore a te si presta 
per tenerti unita Italia nostra. 

Italia sacra, adornata della tua bandiera,
nell'ora del bisogno per te sarò martire,
per quel vessillo nazionale che ti rende fiera
io mi farò tempesta per difendere il tuo tricolore.

mercoledì 25 giugno 2014

E ragno sia!

Little princess ha creato il suo primo portafortuna, portasoldi, portasalute, portatutto. 


Chissà, magari, l'avesse fatto ieri avrebbe portato fortuna alla nazionale!

giovedì 19 giugno 2014

Alla ricerca dell'assertività

Assertività o non assertività, essere assertivi o non essere assertivi: questo è il dilemma direbbe l' Amleto de' noantri.

Parlare senza prevaricare, dire di no facendo valere la propria opinione, comunicare  per ottenere dal prossimo un atteggiamento positivo e possibilmente traendo il maggior beneficio da questo tipo di forma espressiva: tutti esercizi da praticare quotidianamente per poter lavorare in alcuni settori.

Nella sostanza l'assertività è UNA GRANDISSIMA ROTTURA DI COGLIONI, con una traduzione un po' meno penosa  potrei dire che è  un processo di SFINIMENTO NEUROLOGICO SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA'.

Cari coach, cari psicologici, cari HR managers,  sappiate che l'assertività nel lungo periodo ti esaspera, ti rende irascibile più di quanto mediamente potresti mai diventare se tu potessi parlare in maniera franca con le persone; l'assertività ti annichilisce, perché ti reprime e sviluppi milioni di nevrosi che prima o poi sfoceranno in un torrente di collera inespressa.
Sappiate che l'assertività a cui ti abitui giorno dopo giorno fino alla pensione, ti rende feroce.

Non sarebbe più facile  e meno oneroso per il proprio fegato dire senza filtro quello  che si deve dire?

Perché da piccoli non ci avete abituati anche a sentirsi dire: tu stai sbagliando, questa cosa la fai male, non fare il furbo, fai quello che devi fare perché lo devi fare, ora et labora senza rompere il cazzo al prossimo tuo (san Benedetto non ha formulato così questa locuzione, io l'ho un po' arricchita).

Metodo agile di Wonder perlina: predica bene e razzola bene ma prima o poi disincagliati dall'assertività e sbrocca un po' se non vuoi finire al festival dei matti.


 

sabato 7 giugno 2014

La giostra

Dietro a Stephansdom a Vienna, c'è questa giostra un po' vintage. Non è graziosa?



domenica 11 maggio 2014

sabato 12 aprile 2014

A mio fratello

Tu che avresti oggi trentacinque anni,
non guardare da lassù quanto io mi affanni.

Copriti gli occhi se ancora vedi dolore,
tu sei il fratello a cui ho dato amore.

Non c'è una vita che basti per superare i danni,
quando sei morto avevi quasi ventotto anni.

Perché non esiste sinonimo per "morto",
nessuna parola è più giusta per raccontare quel "torto".

Se pensi che questa vita non ti si addica più,
sei ormai un essere libero, fatto di virtù.

Ma se tu decidessi di voler tornare,
in ogni parte del mondo, io ti verrei a cercare.

E se invece, tu non tornassi più
dimmi almeno che quella brezza fresca del mattino sei tu.

giovedì 20 marzo 2014

Il sesso nella malattia

Si sa, il sesso fa la differenza. Nella malattia poi, non ne parliamo.

La donna con trentanoveemezzodifebbre sta a lavoro finché non sopraggiungono le convulsioni e tornando a casa, fa la spesa per fare la cena ai  figli. Si mette la borsa dell'acqua calda sull'orecchio che duole legandola intorno alla testa con il nastro adesivo da carrozziere e passa la scopa elettrica, prepara il pranzo e la cena e accudisce i figli, tutto con gli occhi chiusi per il mal di testa che la attanaglia.
La donna si prende la tachipirina e l'antidolorifico e tira avanti, si lamenta certamente, ma in casa tira il carro come un somaro.

L'uomo, figlio di Zeus, discendente diretto di Achille, parente di Thor,  non avendo mai avuto neppure il ciclo,  con trentasettevirgolazeroditemperatura è un malato terminale di influenza, uno che  ha un dolore generalizzato alle articolazioni, curabile solo con la morfina e sette strati di pile. Sta tutto il giorno al telefono perché tutti devono sapere che è malato, nel caso volessero disturbarlo e si fa l'aerosol perché ha una tossetta "sospetta".
Non c'è storia per l'Achille malato, il malessere non fa parte del suo dna.

Il sesso ecco, fa la differenza.