domenica 14 giugno 2015

Ciao

Ciao, miei care amiche blogghine,

la latitanza è diventata una  caratteristica che non mi fa onore, ma tant'è.

Un coach mi ha insegnato  a cercare ogni giorno una cosa positiva; questa settimana ne ho trovate solo tre, probabilmente avrei potuto sforzarmi di cercare ancora.

1) ho sistemato un problema a lavoro piuttosto banale ma che non si riusciva a risolvere. Sono contenta più per il fatto che sto cercando il mio METODO AGILE di lavorare che per aver risolto il ticket.

2) Ho liberato un merlo da una rete in un orto di un vicino.

3) All'orto di ecomarito sono spuntate un bel po' di verdurine:

cetrioli



carotine
lavanda
melanzane e aglio
 meloni
pomodorini a grappolo
 fiori di zucca
 zucchine



 A presto
wp

venerdì 16 gennaio 2015

Velatamente ma neppure troppo...

"Cime tempestose" è l'ufficio che ispira questo post.

In questi giorni più che in altri periodi, l'ufficio di cime tempestose è simile alla brughiera ventosa dello Yorkshire in cui è ambientato il romanzo di Emily Bronte. E' un ufficio  accogliente e passionale ma controverso: amico e cupo contemporaneamente.

A "cime tempestose" spira spesso il vento del nord, quel vento che ti spettina, ti pervade e ti gela e che ogni tanto si placa  per diventare tiepido; ti scalda quando vuole, perché quel vento lì è capace di grandi cose.

Wonder  ha sentito parlare della tempesta che imperversa da quelle cime e che arriva in ogni dove, che raggiunge  persino  Sgobbonia e si chiede spesso se non sia il caso per cime tempestose di poter nuovamente emanare quel tepore avvolgente che distingueva quel posto lì da mille altri uffici perché è convinta che i luoghi di lavoro per chi lavora con integrità e dedizione possano essere rassicuranti e accoglienti. Wonder vorrebbe con forza che così fosse.

A preso da Cathy alias wp.
 

domenica 2 novembre 2014

Sentenze di cui vergognarsi

Mi vergogno di essere italiana,  mi vergogno della sentenza d'appello del caso Cucchi. Provo  ribrezzo nei confronti del segretario del sindacato di polizia.

mercoledì 8 ottobre 2014

I sassi e l'art. 18.

Da  un po' non pubblico le foto dei nuovi sassi di nonna Carterpillar, non ho più tempo, sono troppo impegnata a leggere le più sciocche riviste di moda e gossip di tutto il mondo che perdo di vista le cose importanti.
Per me i sassi sono importanti, sono rigorosi ed i sassi di mia mamma sono una garanzia per il mio giardino, non li butterei mai via. Li accomuno all'art. 18 che qualcuno vorrebbe masticare, revisionare e togliere se possibile.
 

L'art. 18 dello statuto dei lavoratori, dal mio modesto punto di vista, andrebbe mantenuto.

Semplicemente perché potrà essere abolito  quando il nostro bel Paese diventerà un posto dove regnerà incontrastata la meritocrazia, dove il cuneo fiscale verrà ridotto, dove le aziende non saranno strangolate dagli oneri contributivi e assicurativi, dove verrà prima di tutto fatta una riforma degli ammortizzatori sociali e dove socialmente un lavoratore disoccupato, specie se uomo, non verrà considerato un appestato.
L'art. 18 sarà necessario finché un lavoratore che perda il lavoro ne possa trovare un altro senza aspettarsi il miracolo di San Gennaro.


L'art. 18, poi, se vogliamo insistere, serve anche a garantire i lavoratori di quelle aziende che sono dotate di qualche manager (per fortuna pochissimi) che considerano che un dipendente sfigato sia peggiore di un cattivo dipendente.
Detto questo, meglio dotarsi di una buona dose di coccinelle, contro la sfiga, naturalmente.

lunedì 6 ottobre 2014

Leggerezza dell'essere

Invidio coloro che possiedono nel loro animo la leggerezza dell'essere.  Non chi sia superficiale o indifferente al mondo, alle persone e alle cose, ma solo chi ha conosciuto la leggerezza. Quella vera. Io non l'ho mai incontrata.

L'altra sera a cena con la Claudia parlavamo di una amica e del suo senso di responsabilità, quel senso che ti richiama sempre al dovere, all'ordine, a raggiungere la perfezione in casa, in famiglia, nel lavoro, nelle amicizie. Ci siamo guardate e abbiamo detto: "ammazza che palle!"

Meglio vivere per sapere chi ha vestito George e Amal, chi sia il parrucchiere di Kate o vivere ascoltando sempre la propria insostenibile coscienza?

Vi dico una cosa: io mi diverto di più, vivendo per leggere chi abbia confezionato il velo di Angelina o chi sia quella Samantha Cristoforetti che mi ha colpita per il suo entusiasmo ieri sera da Fazio.

Forse perché, in fondo, in fondo, mi annoia  dire che ho lustrato tutta casa, non ho mai saltato la scadenza di una bolletta, ho cucinato tanti manicaretti, ho vissuto per lavorare e per soffrire e soprattutto che non mi manca mai niente nel frigo.

A me manca sempre qualcosa, in ogni tempo ed in ogni attività.

Non raggiungo mai la perfezione, sono felicemente o infelicemente imperfetta.

Chissà se sia per questo, che adesso, cerco un po' di leggerezza e se possibile anche un po' di divertimento, in ogni tempo ed in ogni attività.

giovedì 25 settembre 2014

che schifo

Sono arrabbiata con me stessa e mi detesto, sono indignata perché chi poteva non si è indignato abbastanza, sono indignata di tutto. Le persone di semplice sensibilità mi fanno schifo, noi ci meritiamo il califfato dell'Is. Voglio vedere se a quelli faremo tagliare la barba o ce li terremo così come sono.


lunedì 8 settembre 2014

gioiosa come un fiore

Questo segnalibro mi ricorderà che sto meglio, che manca solo un pezzetto e tornerò come nuova. Il girasole è un fiore gioioso, si volta verso il sole per carpirne il benessere e restituisce a chi lo guarda l'energia che ha incamerato.
 
Con questa bella frase e con un girasole in giardino mi sento invincibile.