giovedì 20 marzo 2014

Il sesso nella malattia

Si sa, il sesso fa la differenza. Nella malattia poi, non ne parliamo.

La donna con trentanoveemezzodifebbre sta a lavoro finché non sopraggiungono le convulsioni e tornando a casa, fa la spesa per fare la cena ai  figli. Si mette la borsa dell'acqua calda sull'orecchio che duole legandola intorno alla testa con il nastro adesivo da carrozziere e passa la scopa elettrica, prepara il pranzo e la cena e accudisce i figli, tutto con gli occhi chiusi per il mal di testa che la attanaglia.
La donna si prende la tachipirina e l'antidolorifico e tira avanti, si lamenta certamente, ma in casa tira il carro come un somaro.

L'uomo, figlio di Zeus, discendente diretto di Achille, parente di Thor,  non avendo mai avuto neppure il ciclo,  con trentasettevirgolazeroditemperatura è un malato terminale di influenza, uno che  ha un dolore generalizzato alle articolazioni, curabile solo con la morfina e sette strati di pile. Sta tutto il giorno al telefono perché tutti devono sapere che è malato, nel caso volessero disturbarlo e si fa l'aerosol perché ha una tossetta "sospetta".
Non c'è storia per l'Achille malato, il malessere non fa parte del suo dna.

Il sesso ecco, fa la differenza.

2 commenti:

Anna ha detto...

E pensa che mio marito si chiama veramente Achille!!!!!!!!!

§©@Ʀ@ƁƠƆȻҥɪʘ ha detto...

Non fa una piega.
Tutto torna.
Veritiero déjà vu.
Tutto ciò mi consola: non sono sola!
:)