mercoledì 8 ottobre 2014

I sassi e l'art. 18.

Da  un po' non pubblico le foto dei nuovi sassi di nonna Carterpillar, non ho più tempo, sono troppo impegnata a leggere le più sciocche riviste di moda e gossip di tutto il mondo che perdo di vista le cose importanti.
Per me i sassi sono importanti, sono rigorosi ed i sassi di mia mamma sono una garanzia per il mio giardino, non li butterei mai via. Li accomuno all'art. 18 che qualcuno vorrebbe masticare, revisionare e togliere se possibile.
 

L'art. 18 dello statuto dei lavoratori, dal mio modesto punto di vista, andrebbe mantenuto.

Semplicemente perché potrà essere abolito  quando il nostro bel Paese diventerà un posto dove regnerà incontrastata la meritocrazia, dove il cuneo fiscale verrà ridotto, dove le aziende non saranno strangolate dagli oneri contributivi e assicurativi, dove verrà prima di tutto fatta una riforma degli ammortizzatori sociali e dove socialmente un lavoratore disoccupato, specie se uomo, non verrà considerato un appestato.
L'art. 18 sarà necessario finché un lavoratore che perda il lavoro ne possa trovare un altro senza aspettarsi il miracolo di San Gennaro.


L'art. 18, poi, se vogliamo insistere, serve anche a garantire i lavoratori di quelle aziende che sono dotate di qualche manager (per fortuna pochissimi) che considerano che un dipendente sfigato sia peggiore di un cattivo dipendente.
Detto questo, meglio dotarsi di una buona dose di coccinelle, contro la sfiga, naturalmente.

1 commento:

§©@Ʀ@ƁƠƆȻҥɪʘ ha detto...

Sull'art.18 non mi esprimo: ho una mia idea, che è uguale alla tua, ma non ho piena competenza lessicale per dirla a modo mio.

Però una cosa posso dirla a riguardo i sassetti belli di Nonna Caterpillar: sono gli unici sassi che non mi verrebbe mai voglia di scagliare (e quindi di macchiare di sangue marcio) contro quelli che vogliono abolire l'art.18 che poi sono gli stessi che stanno distruggendo la nostra penisola, fisicamente e politicamente, con azioni subdole di natura varia.